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"Baraye, per la donna, la vita, la libertà."

  • Writer: Gian Luca Verga
    Gian Luca Verga
  • May 1
  • 2 min read

Masha Amini era una giovane studentessa curda iraniana di 22 anni. Il 13 settembre del 2022 la polizia morale l’arresta e l’imprigiona in quanto rea di non aver indossato in modo scorretto l’hijab; una parte dei suoi capelli era infatti visibile.  

Muore tre giorni dopo nel centro di rieducazione in cui era rinchiusa a causa di un trauma cranico causato da un violento pestaggio da parte degli agenti della polizia morale religiosa.



Una manciata di giorni e Shervin Hajipour, giovane musicista iraniano, pubblica sul suo account Instagram “Baraye” (“Per” in italiano) le cui parole sono mutuate dai messaggi dei manifestanti scesi in piazza. 40 milioni di visualizzazioni in 48 ore, giusto il tempo prima di venir arrestato dagli agenti di sicurezza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.  

Shervin, costretto a rimuovere la canzone, viene rilasciato alcuni giorni dopo affinché il suo caso possa seguire l’iter legale”, dichiarò Mohammad Karimi, procuratore della provincia settentrionale di Mazandaran.  

L’artista sarà condannato definitivamente l’anno successivo a tre anni e otto mesi di carcere per "propaganda contro il sistema e incitamento alla rivolta".



Nel frattempo, "Baraye" è diventata l’inno della resistenza civile e fa il giro del mondo riuscendo anche a vincere un Grammy Award nel 2023 quale “miglior canzone per il cambiamento sociale”. Questo mentre il movimento nato in seno alle proteste di piazza, “Donna, Vita, Libertà”, pagava a caro prezzo (assassini, arresti, esecuzioni pubbliche) rivendicare i diritti civili, l’emancipazione femminile, alzando  il proprio grido di libertà.



Baraye

Per ballare nei vicoli

Per il terrore quando ci si bacia

Per mia sorella, tua sorella, le nostre sorelle

Per cambiare le menti arrugginite

Per la vergogna della povertà

Per il rimpianto di vivere una vita ordinaria

Per i bambini che si tuffano nei cassonetti e i loro desideri

Per questa economia dittatoriale

Per l'aria inquinata

Per Valiasr e i suoi alberi consumati

Per Pirooz e la possibilità della sua estinzione

Per gli innocenti cani illegali

Per le lacrime inarrestabili

Per la scena di ripetere questo momento

Per i volti sorridenti

Per gli studenti e il loro futuro

Per questo paradiso forzato

Per gli studenti d'élite imprigionati

Per i ragazzi afghani

Per tutti questi "per" che non sono ripetibili

Per tutti questi slogan senza senso

Per il crollo di edifici finti

Per la sensazione di pace

Per il sole dopo queste lunghe notti

Per le pillole contro l'ansia e l'insonnia

Per gli uomini, la patria, la prosperità

Per la ragazza che avrebbe voluto essere un ragazzo

Per le donne, la vita, la libertà

Per la libertà

Per la libertà

Per la libertà

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