Fottere l’autorità per amore della musica: “X ray audio”, stampe pirata su radiografie scartate ("bone music, la musica delle ossa").
- Gian Luca Verga
- May 12
- 2 min read
Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione”.
Un’applicazione concreta del celebre assioma avvenne nell’Unione Sovietica della Guerra Fredda quando un cittadino di Leningrado, Ruslan Bogoslovskij ….
È d'obbligo un passo indietro per raccontare di come l’amore per la musica possa arrivare a sfidare e fottere (parzialmente) l’autorità, infischiandosene delle gravi conseguenze. E per comprendere cosa sono disposte a fare le persone per ascoltare la musica quando questa scarseggia.

Come sappiamo la musica che proveniva dall’Occidente era illegale, in quanto considerata decadente, immorale e di chiara matrice capitalista americana. Quindi intervenne la censura di stato che ne vietò la diffusione nelle radio di stato quanto la vendita sottoforma di dischi in vinile.
Ed erano pochi, pochissimi coloro che potevano fruire di dischi originali, in quanto rari da reperire e costosi. E l’ascolto e la vendita, anche tra privati, costituiva un reato punibile severamente. Un crimine, come del resto tutte le forme di commercio non governate dallo stato che poteva comportare fino a 7 anni di carcere.
Il jazz, Frank Sinatra, il rock’n’roll, Elvis e i Beatles non avevano diritto di cittadinanza. Ma la passione per la musica acquì l’ingegno di Ruslan Bogoslovskij che a Leningrado, e con la complicità del compare e produttore Boris Tajgin iniziò a produrre, vendere e diffondere dischi casalinghi incisi sulle lastre delle radiografie chiamati “zápis na kostjákh” ossia “incisione sulle ossa”, o anche “zápis na rjóbrakh” “incisione sulle costole”, per brevità, “rjóbra” “costole”. Ruslan, considerato alla stregua di un eroe inventò una macchina di registrazione casalinga e aprì uno studio illegale chiamato “Zolotája sobáka” (“Il Cane d’oro”) contribuendo in modo sostanziale alla diffusione di molta “musica vietata” nell’allora Unione Sovietica.

Venivano dunque utilizzate vere radiografie di gente comune con ovviamente radiografate le loro articolazioni e soprattutto il torace, la radiografia più comune in quanto erano obbligatorie a intervalli regolari per il controllo delle malattie polmonari. Era inoltre un supporto economico (un rublo e mezzo, comunque non proprio a buon mercato per gli studenti che erano i principali acquirenti) e facilmente reperibile. Le lastre, infatti, anzi le pile di lastre di cui gli ospedali dovevano sbarazzarsi perché facilmente infiammabili, venivano regalate o vendute per quattro spicci.
In breve tempo nelle grandi città fiorì un mercato nero di vinili incisi in proprio, una filiera per la produzione e la vendita della cosiddetta “X ray bone”, “la musica delle ossa”. La qualità delle incisioni non era un granché, il fruscio era forte e ogni disco garantiva al massimo una decina di ascolti prima che i solchi si deteriorassero completamente. Quindi ogni ascolto non andava sprecato trasformandosi spesso in un rituale collettivo da condividere con quante più persone fidate era possibile; riunite come novelli carbonari sfidando l’arresto. Per vivere il qui e ora, la possibilità di ascoltar solo una manciata di volte una canzone. Quanta poesia!

Pleonastico ricordare che i nostri due eroi furono arrestati e incarcerati ripetutamente, anche per anni interi, ma puntualmente, uscendo dalle patrie galere ripristinavano i macchinari e tornavano nell'illegalità.
Ps. Si narra che qualcuno abbia anche inciso canzoni su cartelli stradali e altri oggetti di uso comune.

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