Gracias Violeta! 60 anni di gratitudine alla vita.
Updated: Sep 5
"Gracias a la vida que me ha dado tanto
Me dio dos luceros, que cuando los abro,
Perfecto distingo lo negro del blanco
Y en el alto cielo su fondo estrellado
Y en las multitudes el hombre que yo amo
Gracias a la vida que me ha dado tanto
Me ha dado el oido que en todo su ancho
Graba noche y dia, grillos y canarios,
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos,
Yla voz tan tierna de mi bien amado"
Violeta la incise nel 1966 a Santiago del Cile, qualche mese prima togliersi la vita con un colpo di pistola. Ed è una canzone che vantando una forza e una bellezza abbacinanti non ha certo faticato ad oscurare l’intero suo repertorio, davvero notevole, che qualifica la vita e l’arte della straordinaria artista cilena. Perché il suo lascito artistico, culturale e umano è a dir poco immenso e travalica il tempo e lo spazio. Al pari di questo suo testamento spirituale che in 4 minuti e poco più conquista l’eternità sintetizzando in sei strofe una potente visione del mondo e della vita. Ed è un inno di gratitudine, uno tra i più significati ed emozionanti mai scritti. Inno alla vita con tutto ciò che comporta tra luci e ombre. Simbolo di resistenza, resilienza e speranza accetta la dualità della vita stessa, ovvero la coesistenza della gioia e del dolore; tematica cara alla letteratura latino-americana.
Nata povera, anzi poverissima in una famiglia numerosa cantava nei bordelli per la propria sussistenza oltre ad esser stata contadina, circense, addetta alla pulizia delle tombe. E partì per il suo “viaggio infinito” alla morte del padre; un viaggio nel ventre di quella terra ricca di tradizioni, storie, canti, miseria e memorie. Un patrimonio immateriale che lei con amore e dedizione recuperò grazie a un immenso lavoro rivoluzionario per la musica popolare del suo paese e dell'intero continente latino americano. Che divenne linfa vitale per nuove battaglie di giustizia e libertà al fianco dei contadini, dei diseredati, dei vinti, degli ultimi. E questa vicinanza fu il suo orizzonte, la sua dimensione artistica e umana. Perché per Violeta Parra la vita esige di esser difesa laddove viene umiliata, calpestata, stuprata. Sempre.



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