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Janis Joplin: come la "vulnerabilità emotiva femminile" si trasforma in potenza assoluta.

Writer: Gian Luca Verga
Gian Luca Verga
Oct 4
3 min read

Autunno amaro quello del 1970 per la controcultura giovanile dell’epoca e per quel vasto movimento di coscienza che raggiunse l’apogeo l’estate successiva tra i prati di Wodstock, e che ne fu al contempo canto del cigno, requiem.

Poche settimane dopo la dipartita di Jimi Hendrix un altro simbolica voce di quella benefica brezza utopistica che spirava dai campus e dalle comunità di San Francisco sul mondo intero si spense non solo soffocata dall’eroina e da una passione smodata per l’alcol ma anche da una bruciante e implacabile sete di vita.



Janis Joplin morì il 4 ottobre del 1970. Da tempo era assurta nell’olimpo del rock da quando, quasi da debuttante, si presentò al festival di Monterey (1967) dividendo la ribalta con Hendrix e Otis Redding, accomunati poi dallo stesso tragico destino.

L’eco di quella performance, lo stupore dei presenti, storditi, ammaliati dalla voce, dal temperamento e dalle movenze di questa giovane texana - minuta, grassoccia, agghindata come una prostituta -  fece il giro del mondo. Perché Janis sul palcoenico si spogliava di ogni fesa o armatura emotiva riuscendo a trasformare il dolore, la solitudine, le ombre in pura e potente energia. Contagiosa, irresistibile.

Frisco e la comunità hippie non faticarono a eleggerla quale propria musa.


Janis bruciava ogni attimo della propria eistenza vivendo al di sopra delle regole rappresentando meglio di chiunque altro quello spirito e quegli ideali sui quali si stava edificando l'utopia; quella che avrebbe dovuto cambiare la società portando l'immaginazione al potere. Era nata in Texas, a Port Arthur nel gennaio del '43 e crebbe cullata dai blues di Bessie Smith. Quei blues che interpretata come nessuna cantantante bianca e dei quali sublimava la tragica passione. Sappiamo che sin dall’infanzia Janis manifesta un’anima sensibile e tormentata. Cresce negli anni ’40 e in uno stato apertamente razzista ma in una famiglia in cui, al contrario, le idee sono progressiste e si promuove l’uguaglianza. Rimane comunque un contesto difficile dal quale Janis cerca di fuggire ricorrendo anche all’alcol fin dalla preadolescenza.



Mosse verso San Francisco affermando che "Il Texas va bene se ti vuoi sedere, ma non va bene per la gente oltraggiosa. E io sono sempre stata oltraggiosa" e dopo aver maturato alcune esprienze in gruppi dediti al country e al bluegrass. E in California giunse già logorata dall'alcol e dalla droga verso la metà degli anni '60 per diventarne la voce più significativa. Prima coi Big Brother, un discreto gruppo di folkblues, per poi accasarsi con la Full Tilt Boogie Band senza scordar la breve parentesi con la Kozmic Blues Band. Con questi tre ensemble registrò i suoi 4 album in studio generosi di canzoni straordinarie per la sua interpretazione. E non possiamo non ricordare "Me and Bobby Mc Gee" recante la firma di Kris Kristofferson e quella sua intensa, dolorosa, straziante e sensuale interpretazione di "Summertime" che la proietta oltre le stelle. E che dimostra come la "vulnerabilità emotiva femminile" si poteva trasformare in potenza assoluta.


Nel mezzo del vortice anche una manciata di festival (Monterey, Newport Folk Festival, Woodstock) che ne amplificano la fama e ne accrescono la bontà della voce e le interpretazioni davvero uniche, incendiarie, sconvolgenti a tratti. Che imprimono pagine indelebili, grondanti di vita e sentimenti in quel romanzo straordinario che è la musica del'900.


Ma nonostane la fama e la gloria Janis è sola e spesso disperata. L'intera sua esistenza fu caratterizzata da un profondo senso di isolamento. E ce ne accorgeremo nelle prime ore del 4 ottobre del 1970 nella stanza numero 105 del Landmark Hotel di Hollywood.



"Big Brother & the Holding Company" (1967), "Cheap Thrills" (1968) ancora con i Big Brother and the Holding Company, "I Got Dem Ol' Kozmic Blues Again Mama!" (1969), il primo album solista con la Kozmic Blues Band e il postumo "Pearl" pubblicato nel 1971.



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